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Castellamonte : 23 / 07 / 2009
LA PREDESTINAZIONE- la cancellazione della memoria - |
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Un destino crudele sembra non abbandonare mai la città di
Castellamonte TORINO Italia, quello della cancellazione della memoria storica del territorio. Da quando un “piccolo genio” ha scoperto che lo sviluppo
delle città può essere accelerato dalla
Ferrovia, ha eliminato il “TRENO”, così
Castellamonte è stata esclusa da
programmi di sviluppo territoriale ed avviata al degrado. Tant’è che fioriture e fortune ben diverse hanno i Comuni limitrofi a Castellamonte, in cui il
“TRENO” arriva. Così Castellamonte è stato predestinato ad un
irrimediabile contro sviluppo,
progredendo nel cancellare la propria memoria storica con l’abbattimento
del sito archeologico industriale, vanto del proprio territorio ed esempio
delle capacità tecnologiche dell’imprenditoria locale: lo stabilimento “Querio”. Raso al suolo e
sostituito da una piastra di asfalto e da involucri cementizi, più adeguati e
consoni al decadimento di Castellamonte. Oggi nella stessa area agonizza l’antico “piano di caricamento”,
la cui fine è rallegrata da sterpaglie e schifezze di ogni genere. Predestinata a sradicare ricche testimonianze millenarie,
consistenti in centinaia di metri di mura in pietra allacciati a corpi di
fortificazioni, quali “CASEFORTI” o “TORRI”, Castellamonte fa sparire a poco a poco pietra dopo pietra queste
vestigia, per sostituirli dai soliti involucri cementizi privi di certo ordine architettonico che, in
qualche modo, lasci traccia di un minimo di memoria storica. Predestinata allo
scadimento del luogo, Castellamonte invece di prendere sano esempio di
valorizzazione territoriale da un paesino confinante che viene proposto e
rivisitato, attraverso un’intelligente visione di “dolce vita felliniana”,
Castellamonte promuove l’abbandono. Infatti la sede storica del tempo libero di
Castellamonte, il “CINEMA RAINELLI” , passa anni fa da proprietà privata a
proprietà comunale e, da quel momento in poi, diventa una voragine che
inghiotte una montagna di denaro. Neppure il passaggio monetario da lira ad euro ha contribuito a renderlo fruibile al pubblico o ad alimentare la
speranza di renderlo tale; anzi la previsione è di vendere il cinema dei nostri
bisnonni, ovviamente con il contratto
tipico di Castellamonte, vedi ad esempio i documenti di cessione della più giovane, ma non meno umanamente
significativa, ex palestra. Predestinata all’abbandono, oggi Castellamonte ha superato
se stessa nella cancellazione della
memoria storica, procedendo all’abbattimento del PONTE ROMANO di CANEVA
sul rio S. Pietro. Con la demolizione dell’antico ponte, sono stati screditati gli usi e costumi della
nostra tradizione, si sono denigrati i ricordi delle conquiste di civiltà dei
nostri avi. I pochi esistenti documenti
antichi, attribuiti alla vita del ponte, non
possono dare la benché minima portata del valore della
sua memoria storica. Sul ponte sono passate le migrazioni tra i castrum da e per
Torino ed Aosta, i pellegrinaggi dalla Novalesa al Sacromonte di Belmonte al
Gran San Bernardo; sono passati i nostri nonni i nostri papa e mamme “clandestini
che, da Ceresole ed il valico del Col della Vacca a rischio della vita, sono andati a lavorare in Francia per sfamarci per dare una dignità a
Castellamonte; fino alla gioia dei
viaggi sulla futuristica filovia che, proveniente da Pont Canavese è passata
sul ponte per giungere ad Ivrea. Ma erano tempi galantuomini
legati al vecchio ponte romano, su cui transitava lo sviluppo e la
prosperità, con il veicolo della saggezza intelligenza ed economia tipici della
comunità castellamontese. Tempi ben diversi dalla comunità attuale che si
riconosce in un umoristico blocco di cemento, battezzato “stufa di Castellamonte”. Forse bastava costruirne un ponte al suo fianco e portare in
luce l’antico ponte romano, rendendo
quest’ultimo visibile e percorribile
all’ospite in visita a Castellamonte, facendone una porta d’ingresso pedonale
alla città mentre il ponte racconta la sua storia. Oppure smantellarlo, recuperare le sue pietre ed i suoi
mattoni e ricostruirlo in un parco; dove avrebbe narrato ai nostri figli, ai nostri nipoti ed ai nuovi
cittadini di Castellamonte che vengono da altri Paesi, la sua vita di servizio e la storia che amiamo di più. Il nostro ponte è stato gettato via come qualcosa da eliminare, vittima del vigliacco silenzio dei più, per
i quali la predestinazione al degrado è
un sistema di vita accettabile; il nuovo ponte lo chiameremo il ponte
dei “quaquaraqua” e con tale nome sarà divulgato e riconosciuto nel terzo
millenio. |
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| 003: | Alle Cittadine e Cittadini di San Bernardo di Ivrea. Data: SETTEMBRE 2007 OGGETTO:
Riferimento alla lettera del Sindaco di Ivrea del 26 luglio 2007 prot.
n. 22756 alle Cittadine ed ai Cittadini di San Bernardo.
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| Cari Cittadini di San Bernardo, la nostra Associazione di Volontariato per la Tutela e Valorizzazione della natura e dell’ambiente è particolarmente soddisfatta del risultato ottenuto, ovvero: l’aver fermato lo stimatissimo Sindaco di Ivrea con il parlamentino comunale concorde da sinistra a destra e viceversa, uniti nell’ecobusiness, di appiopparVi sottobanco un’industria chimico – farmaceutica insalubre di prima classe. Un orrore che i nobili abitanti del Civico Palazzo di Ivrea hanno taciuto ai Concittadini invece di convolgerLi nella grave decisione: e questo alla faccia dei loro diritti: alla trasparenza ed al coinvolgimento nelle decisioni di natura ambientale, alla faccia delle leggi e normative in materia di PRECAUZIONALITA’ come preteso anche da una precisa Ordinanza della Corte di Giustizia della Comunità Europea, alla faccia dell’A.S.L. 9 di Ivrea ma soprattutto alla faccia della salute della vita in tutte le sue forme! E oggi Vi propinano la barzelletta sulla lunga e dibattuta istanza proposta della ditta L’A.B.C. Farmaceutici S.p.a. di realizzare un impianto di depurazione delle acque di scarico industriali, con toccanti richiami al “ rispettato della legge” e del pesante fardello che portano i nobili abitanti del Civico Palazzo nell’amministrare i sudditi che nulla sanno dell’arte di governare. In realtà dovete sapere - carissimi sudditi di cotanta nobiltà che avete installato nel Civico Palazzo di Ivrea - che la nostra Organizzazione di Volontariato: < a cui potete rivolgervi per visionare ed avere copia di tutte le documentazioni legali ed amministrative che testimoniano di quanto Vi stiamo mettendo al corrente sull’orribile vicenda > dopo aver “casualmente” scoperto l’orribile ecobisiness di cui il territorio di Ivrea e non solo, stava per essere vittima, ha chiesto, ai sensi della legge 241/91, alla Spettabile Amministrazione Comunale di Ivrea le documentazioni legali ed amministrative intercorse tra il Comune di Ivrea ed una serie di persone & ditte & uffici di consulenza ecc. ecc…tanto per vederci chiaro nella vicenda A.B.C. Farmaceutici. Quando abbiamo scoperto quanto si stava confezionando nel territorio, il nostro Direttivo ha ritenuto urgente e doveroso informare la Spettabile Procura della Repubblica di Torino, la quale, senza indugi, ha incaricato il Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente – NOE –di Torino di svolgere indagini in merito alla vicenda scoperta ed ai suoi protagonisti. Di conseguenza la nostra Organizzazione di Volontariato in data 19.10.06 ha depositato una memoria scritta presso la Benemerita NOE. Naturalmente anche la nostra memoria è a disposizione di chiunque faccia richiesta di leggerla ed averne copia, al @: info@assocastellamonte.it. Premesso ciò e reprimendo la rabbia ed il dolore per la recente orribile morte sul lavoro di un padre di famiglia nel tanto fatiscente stabilimento ex Farminvest S.p.a oggi A.B.C. Farmaceutici S.p.a. di Trecate (No); Vi informiamo che questa ditta Farminvest S.p.a con sede legale in C.so Vittorio Emanuele II Torino, a suo tempo ha posto istanza, al Comune di Ivrea, di installazione, in località San Bernardo di Ivrea, di industria per la produzione chimico - farmaceutica + di Concessione edilizia per adeguamento di strutture alla produzione chimico-farmaceutica + di autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali provenienti da produzioni chimico – farmaceutiche. In seguito a ciò l’A.S.L. 9 di Ivrea è stata chiamata in causa per esprimere il Suo competente parere. Pertanto in data 27.09.2001 prot. 3676/36212 l’Ente ha trasmesso al Comune di Ivrea il seguente verbale, in merito all’installazione sul nostro territorio di questa ditta; parere che riportiamo integralmente: < la Farminvest S.p.a. risulta tra le industrie insalubri di prima classe in quanto l’attività che si intende svolgere è anche quella indicata nella parte prima, paragrafo C) voce n. 15 del D.M. 05.09.1994, la stessa impegna nel proprio processo produttivo, e non certo a solo scopo di ricerca, apprezzabili quantità di sostanze chimiche elencate nel citato D.M.. La ditta inoltre rientra tra le industrie insalubri di prima classe anche ai sensi della parte prima, paragrafo B), voce n. 52 (Farmaceutici: produzione di materie prime, di intermedi, di principi attivi) del più volte citato elenco approvato con D.M. 05.09.1994 >. Nonostante questo terribile parere, la nobiltà residente nel Civico Palazzo di Ivrea negando ogni diritto in primis alla salute della vita in tutte le sue forme ed alla faccia Vostra, come precedentemente spiegatoVi, zitto zitto, il Comune di Ivrea concede: con Atto Unico dello Sportello Unico per le Attività Produttive protocollo 9018 del 22.03.2002 l’autorizzazione dell’installazione della ditta Farminvest S.p.a nel Comune di Ivrea + rilascia alla Farminvest S.p.a. Concessione edilizia n. 2001-0347-1 protocollo n. 8994 del 21.03.02 + il Sindaco di Ivrea rilascia in data 22.10.2001 rilascia alla Farminvest S.p.a., autorizzazione alla scarico delle acque reflue industriali di provenienza da produzioni chimico-farmaceutiche (altamente insalubri vedi parere A.S.L. 9 sopra riportato) nella fognatura pubblica corrente in Strada Vicinale dei Moretti ,San Bernardo + il Comune di Ivrea rilascia alla pericolosa ditta Farminvest S.p.a, passando attraverso la Provincia di Torino Servizio Qualità dell’Aria, Inquinamento Atmosferico, Acustico ed Elettromagnetico, autorizzazione alle emissioni in atmosfera con documento n. 16 – 28932/2002 del 07.02.2002. Semaforo verde per la Farminvest S.p.a da parte di tutti i nobili abitanti del Palazzo Civico di Ivrea. Scopriamo però la Farminvest S.p.a., alla data degli atti pubblici rilasciati dal Comune di Ivrea è da tempo inesistente! Infatti la ditta Farminvest S.p.a. in data 26.07.01 si è trasformata in UNIBIOS S.p.a ed in data 26.07.01 (stesso giorno ma con successivo consiglio di amministrazione) si è trasformata in ABC FARMACEUTICI Spa siglabile ABC S.p.a.. Scopriamo però di peggio, infatti: in data 7 agosto 2002 protocollo 24418 il Comune di Ivrea rilascia documento di atto pubblico di “voltura autorizzazione-atto unico” di: “concessione edilizia” + “Scarico dei fumi in atmosfera” + “scarico delle acque reflue in fognatura” dalla inesistente Farminvest S.p.a. alla inesistente A.B.C. S.p.a., la quale esiste solo dopo che l’esistente l’UNIBIOS S.p.a cessa di esistere. l’A.B.C. Farmaceutici S.p.a.: è tra le industrie insalubri di prima classe in quanto l’attività che si intende svolgere è anche quella indicata nella parte prima, paragrafo C) voce n. 15 del D.M. 05.09.1994, la stessa impegna nel proprio processo produttivo, e non certo a solo scopo di ricerca, apprezzabili quantità di sostanze chimiche elencate nel citato D.M.. La ditta inoltre rientra tra le industrie insalubri di prima classe anche ai sensi della parte prima, paragrafo B), voce n. 52 (Farmaceutici: produzione di materie prime, di intermedi, di principi attivi) del più volte citato elenco approvato con D.M. 05.09.1994 > tale e quale la Farminvest S.p.a. ma con tanto di permessi ed autorizzazioni esecutivi che altrimenti non avrebbe potuto avere se la popolazione era contraria! E senza le necessarie e costosissime spese per mettere in sicurezza l’industria insalubre di prima classe, come le leggi le normative pretendono, e senza spendere annualmente in costosissimi ed obbligatori per legge e normative controlli in itinere per garantire il mantenimento della sicurezza dell’industria insalubre! Parliamo di milioni di euro che la Farminvest S.p.a poteva o non permettersi e che così facendo si risparmiava! Ma, va bene tutto gratis ed uno splendido futuro produttivo senza controlli di chicchessia il tutto alla faccia della salute della vita in tutte le sue forme, però c’è un problema il depuratore chi lo paga? Presto fatto “ghe pensi mi”…………… pagano i sudditi! Ed ecco che i nobili abitanti del Civico Palazzo di Ivrea, accolgono l’istanza proposta dall’impresa A.B.C. Farmaceutici S.p.a. di realizzare un depuratore per acque reflue industriali e la presentano al VIA. Ben sapendo che si tratta di un’industria insalubre di prima classe riciclata in un’impresa salubre e filantropica, grazie anche alla attiva e gratuita partecipazione dei nobili abitanti del Palazzo Civico di Ivrea! Chissenefrega di un bambino malato terminale o di una persona malata terminale in più o in meno in Canavese, visto ormai l’alto numero di persone malate canavesane che ricorrono all’eccellentissima struttura ospedaliera oncologica di Candiolo! Cari concittadini questa è una parte dell’ecobusiness che la nostra Associazione di Volontariato ha fermato con il suo ricorso alla Procura della Repubblica di Torino, il peggio è troppo lungo da raccontare in questa nostra informativa. Carissimi Concittadini ecco spiegato il perché del NO numero 1 ed il NO numero 2 del VIA Provincia di Torino! A titolo di doverosa informazione alla Collettività, l’Associazione Castellamonte ha invitato, senza successo, i vari comitati civici sorti per contrastare l’insediamento di questa industria insalubre nel proprio territorio, a partecipare all’iniziativa di denuncia. A proposito della Vostra partecipazione alla scelte ambientali del vostro territorio, naturalmente sapete che presto vi installeranno un’altro INCENERITORE RIFIUTI IN CANAVESE? L’importante per noi è che lo sappiate. Se avete bisogno di noi, avete i nostri riferimenti, oppure cercateci presso la Cittadinanza civile responsabile e consapevole. Distinti saluti, il Direttivo. Associazione di Volontariato “Castellamonte” da arch. Carlo e Amedeo Cognengo (XVI e XVII sec.) |
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| 001: | TI BRUCIO - RIFIUTI - DISINFORMAZIONE |
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SIAMO ALLA RICERCA DI QUALCUNO CHE DICA LA "VERITA'". VENERDI
1 giugno 2007 si è svolta una riunione nel Comune di
Rivarossa (TO).
Alle ore 21 in un locale del Comune si sono riunite una quarantina di
persone, che preoccupate dalle poche notizie ufficiali che circolano
attraverso i mezzi di comunicazione, sull'ipotesi di installazioni a
pioggia dei siti ipotizzabili per "INCENERITORI" di rifiuti urbani e
industriali.
Pur essendo abbastanza preparati e informati, noi stessi volontari attivamente impegnati nel contrasto di sopprusi ambientali, dobbiamo riconstatare, come già avvenuto nelle decine di incontri e manifestazioni avvenute precedentemente in CANAVESE e oltre, che la trama e problematica predominante, rimane e sovrasta la realtà, è il grave atteggiamento della "DISINFORMAZIONE". Persistono indicazioni e atteggiamenti dove ci propinano soluzioni e tecnologie miracolose di incenerimento di "RIFIUTI" come se fosse "INCENSO" e "MIRRA". CHIUNQUE
E' IN POSSESSO DI DISINFORMAZIONE PUO' COMUNICARCELO ATTRAVERSO LA
NOSTRA E-MAIL O RECARSI PERSONALMENTE NELLA SEDE DELLA NOSTRA
ASSOCIAZIONE.
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| 002: | -
CANAVESE VERDE FRITTO - |
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I grandi
burattinai scelgono il finale dell’oblio. Grandi
medi e piccoli maghi fregano le palle di cristallo ed
interpellano le stelle come l’ennesimo convegno di
sponsorizzazione e
pubblicità dell’eccelso “Inceneritore di
brescia”. ma
come per incanto si ripete l’ennesimo atto, chi si presenta
il
gioiello del benessere è il presidente della
società di gestione del piano ! Sarà
forse possibile che questo signore ci possa esporre la
verità?
probabilmente la sua carica amministrativa sarà a scopo di
volontariato? Ma
noi molto intelligentemente siamo usati come gli ossicini dello
sciamano buttati e ripresi e ributtati e siamo pure convinti che siamo
le
pedine che decidono il destino. A
questi incontri però il pubblico un pò avveduto e
coraggioso
tenta di aprire una discussione ma regolarmente non te lo permettono e
non
accettano un confronto. Non
mancano altre tecniche di magia per gestire l’atteggiamento
della disinformazione di cui una molto in voga: quando, per fortuna,
alcuni cittadini
si svegliano da precoma dell’oblio ci si organizza in liberi
comitati,
immediatamente scende un velo giallo e verde sulle riunioni pubbliche e
ti
indirizzano alla concertazione, ma quale afrodisiaco sistema
può essere più
efficace? Certamente
pochi cittadini rimangono liberi di pensare e scegliere
del nostro destino del pianeta. Se sei sveglio puoi ancora scegliere… Prova ad esprimerti , contattaci. |
Informazioni
info@assocastellamonte.it
Presidente
presidenza@assocastellamonte.it